MALOJA

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Cronistoria delle navi

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Il piccolo piroscafo a vapore «MALOJA» con un tonnellaggio di 1’781 TSL e 1’028 NRT nonché una capacità di carico di 2’650 DWT fu costruito presso il cantiere S.P. Austin & Sons Ltd. a Sunderland e consegnato nel luglio del 1906 con il nome di «TOSTO» alla società armatoriale Pelton Steamship Co. Ltd. di Newcastle. Il piroscafo fu registrato sotto bandiera britannica. Segnale di chiamata: HGQC. Il motore a triplice espansione, fornito dalla ditta C. Clark Ltd. di Sunderland, permetteva alla nave una velocità di crociera di 11,5 nodi.

Nel 1932 il piroscafo passò di proprietà della ditta A.P. Anastassatos di Cefalonia che gli diede il nome do «PANIS». Un anno dopo il nuovo porto di immatricolazione divenne Argostolis.

Nel 1937 la nave cambiò nuovamente proprietario e fu venduta alla ditta Highbury Steamship Co. Ltd. di Londra che ne affidò la gestione alla società armatoriale J. Vassiliou assumendo il nome di «HIGHBURY». Già l’anno successivo, nel 1938, fu nuovamente ceduta alla ditta A.P. Anastassatos di Panama, il suo nome divenne «NORA» e il suo segnale di chiamata fu HPIG.

Il 9 giugno 1940 il sindacato dell’associazione svizzera delle aziende del gas di Zurigo comprò la nave per 221'100.-- dollari americani e ne affidò la gestione alla Schweizerische Reederei A.G. (Swiss Shipping Co. Ltd.) di Basilea. La nave, registrata sotto bandiera panamense, ricevette il nome di «MALOJA» e il suo primo capitano, sotto bandiera svizzera, fu l’olandese Klaas Heeres. Nell’estate del 1940 la «MALOJA» insieme alla S/S «CALANDA» fu impiegata per evacuare dalla Gran Bretagna i cittadini svizzeri. Visto che tale operazione veniva continuamente rimandata si decise infine, dopo avventurosi giri intorno alle isole britanniche, di rinunciare all’evacuazione. Il «MALOJA» restò attraccato nel porto irlandese di Cork fino al 5 dicembre 1940 quando poi fu mandato a Lisbona. Il 5 gennaio 1941 cominciò il suo servizio pendolare tra Lisbona e Genova. A Lisbona essa caricava ogni volta merci provenienti d’oltremare e destinate alla Svizzera. Questo trasbordo nella neutrale Lisbona era diventato indispensabile a causa del blocco britannico che non permettevano alla Svizzera di far arrivare direttamente le merci provenienti d’oltre mare nei porti del Mediterraneo controllati dalle potenze dell’asse.

Dopo la costituzione della bandiera svizzera, il 9 aprile 1941 il console svizzero issò il 30 aprile 1941 a Genova la bandiera nazionale sul pennone del «MALOJA». Comunque la nave era già stata ufficialmente inserita, il 24 aprile dello stesso anno, nel registro delle navi svizzere come numero 2. Il suo segnale radio era HBDI.

Il 1° settembre 1943 il S/S «MALOJA», al comando dell’olandese Wouter van Baardwijk, intraprese il suo ultimo viaggio da Lisbona verso Genova trasportando 1'800 t di olio di copra e 220 t di sacchi di copra. Superati i soliti controlli britannici la nave oltrepassò il 3 settembre lo stretto di Gibilterra ed entrò nel Mediterraneo occidentale navigando lungo le coste spagnole. Quando si trovò, il 7 settembre 1943, a circa 30 miglia al largo della Corsica presso Cap Revellata, con un tempo limpido ed un mare assolutamente calmo, comparvero in cielo 10 aerei inglesi del Coastal Command: prima un caccia bimotore e poi 9 bombardieri quadrimotore. Gli aeri mitragliarono e bombardarono varie volte la nave, molto probabilmente per errore, nonostante la croce neutrale svizzera dipinta sulle pareti e sul ponte della nave. A causa di un siluro due stive esplosero. La nave affondò in circa mezz’ora quando si trovava a 42°50‘N 8°11‘E, 30 miglia a nord-est di Calvi. In questa circostanza morirono tre marinai portoghesi: Francisco Duarte, Eduardo da Paz und João Lino, mentre il primo ufficiale, l’olandese Simon Hofmann, e il cuoco svizzero Fritz Hänggi rimasero gravemente feriti. I sopravvissuti poterono raggiungere il porto di Ajaccio il giorno dopo. Il loro rientro a Lisbona fu un’autentica Odissea che durò alcuni mesi a causa dei disordini provocati dalla guerra.